Il Pirata sull’Isola del Rock

Pubblicato: 13 marzo 2012 in Music, Riflessioni
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Ero un vecchio pirata di un’antica isola. Un’isola chiamata Rock. Ferma nel tempo e lontana dal clamore, dai vezzi e dalle virtù moderne.

Da anni vivevo rintanato nelle osterie e nelle taverne, che profumavano di tabacco e doppio malto, ad affogare la malinconia corsara con ettolitri di birra. Passando le serate a raccontar di belle donne, di arrembaggi e di tesori nascosti (veri o presunti); di marinai sbruffoni e furfanti inesperti.
Troppo stanco per credere ancora di poter sognare un’altra avventura o di comprar l’amore, spegnevo l’ira della mia inettitudine con abbondante alcol e la compagnia di qualche prostituta.

Cosa mi abbia spinto poi a partire non lo so. A radunare una nuova ciurma e veleggiare verso gli orizzonti inesplorati che mai avrei immaginato di raggiungere. A ritrovarmi così come mi trovo ora, alla deriva, fuori controllo! Le coste dell’isola del Rock sono sempre in vista, ma ormai mi trovo a navigare senza meta in quell’immenso oceano chiamato Commerciale, che tornare indietro mi appare tanto difficile quanto necessario

Ed è a quel punto che mi sveglio. Col cuore a mille, le mani sudate e negli occhi ancora le immagini di quel naufragio imminente.

La deriva del mio gusto musicale (se così posso azzardarmi a definirlo!) è senza via d’uscita. Le scappatoie temporanee sono tante e adesso mi ritrovo assuefatto ad esse. Non posso fare a meno della mia dose alternata di quella che a me piace definire musica “buona”. Ma allora, andatelo a spiegare voi alle dita delle mie mani, quando corrono impazienti sulla manopola del volume della mia auto non appena ascoltano le note della canzone che pubblico in basso, facendola schizzare al limite estremo. Secondo forse solo a quello raggiunto con una “Whole Lotta Love”

Sia chiaro che non cerco scuse. Neanche accuse. Solo mi piace chiacchierare, a volte anche senza senso…

P.S.: sì, la mia Yaris (di quelle che si vedono ormai soltanto sulle isole sperdute!) ha proprio la manopola per il volume, che gira e gira e gira… già, per un vecchio pirata come me i comandi al volante sono fantascienza 🙂

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