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E’ passato qualche giorno dal mio ultimo post. In queste sere non sono riuscito a pubblicare niente. Un po’ perché non ho avuto moltissimo tempo, un po’ forse anche perché non ne avevo voglia o comunque non trovavo argomenti di cui valesse la pena discutere. Ma… un attimo… dalla regia mi hanno appena comunicato che è ufficialmente partito l’8 marzo. Il giorno delle Donne. La loro festa. Che poi vabé, tra uomini contrari che sbraitano contro la solita piega consumistica della questione, e donzelle che rinnegano l’autorevole celebrazione a suon di “io mi festeggio tutti i giorni!” (con imbarazzanti fraintendimenti inclusi).. questa ricorrenza sta perdendo il fascino di un tempo.

Dal punto di vista maschile, non credo sia giusto comunque denigrarle, anzi. Saranno sempre eterna gioia e dolore del nostro vivere. Come un male indispensabile, un abitudine che non possiamo mai perdere. L’ossigeno delle nostre emozioni. I pochi versi del mio amato Nino D’Angelo sono quelli che a mio modesto parere racchiudono in una sintesi perfetta l’essenza delle donne. Tanti auguri a voi.

Quando incontri una donna,
senti che il cuore è fragile,
i pensieri si stringono, le parole si sciolgono,
t’innamori di questa donna, perché i suoi occhi parlano
e ti sembra impossibile, che anche lei vuole te,
le donne sono pietre al sole che se tocchi bruciano,
sono donne, e si te danno vogliono tutto,
se ridono hanno bisogno di carezze dal profondo del cuore,
ma non sanno dirtelo, devi capirle,
sono donne, e tu devi sapere ogni cosa che gli piace,
t’aspettano, e sono contente quando gli porti rose
se tremano ti vogliono un po’ più vicino
ma non sanno dirtelo, devi capirle,
perché sono donne, sono donne…

In leggero ritardo, però mi accodo anche io. Per una volta metto da parte la mia abituale voglia di andare controtendenza e faccio gli auguri a Vasco Rossi.

Ha compiuto 60 anni ieri e in fin dei conti, sono contento di quelli che ha riempito nella mia vita. Nel bene e nel male, nell’odio prima e nell’amore poi. Sono felice di essere riuscito ad assistere per la prima volta ad un suo concerto live (l’anno scorso), e che concerto… Vasco a San Siro è un pò come l’ombrellino nel long drink. San Siro è sempre stata casa sua, il luogo che l’ha consacrato all’adorazione senza freni del suo popolo, conquistato a suon di versi indimenticabili.

Ci sono alcune sue canzoni che mettono davvero i brividi, che sconvolgono l’anima sensibile di chi certe emozioni sa bene cosa possano significare.

Tra i molti pezzi che adoro del buon Vasco, ne voglio pubblicare solo uno a suggello dei miei auguri. Non è uno dei più acclamati e non lo faccio perché racchiude dentro di se chissà quale storia o perché mi suscita particolari emozioni. Ma semplicemente perché nei momenti in cui ne ho fottutamente bisogno, la sparo in auto a tutto volume e la canto fino a squarciare la gola!

Auguri Blasco !!!

Vorrei tanto astenermi dal giudizio ma alla fine ci casco anch’io. E’ qualcosa di talmente radicato nella nostra cultura (italiana), fatta di inciuci e di illazioni talvolta sibillate sottovoce, che faccio fatica a volte a trattenermi. Anche questo di pocanzi è difatti un giudizio. Però in un certo qual modo provo almeno a darmi un minimo equilibrio. A fare un po’ di attenzione.

E’ vero: è sbagliato giudicare, perché esiste già chi ha il compito di farlo e lo farà a tempo debito. E’ altrettanto vero però, che qualsiasi tipo di attenuante si voglia dare a coloro i quali (e forse solo Dio sa quali) sono i responsabili della sciagura della Costa Concordia, essa resta sconvolgente! Non passano neanche un paio di giorni e ne ho sentite già di tutti i colori. Da chi vorrebbe crocifiggere il Comandante Schettino, a chi lo ha già fatto. Passando per quelli che invece si ergono a paladini dell’iter legale chiedendo di aspettare a voler accusare il capitano, di verificare prima tutte le prove, le cose, le cause, le responsabilità, le tasche.

E subito, come al solito, così come ogni volta che accade qualcosa di impatto mediatico e sociale notevole, la massa, succube di una ‘visione da reality’ della realtà, lascia scivolare la questione sui binari di una squallida lotta di pensiero. Esattamente come accadde quando la dea Eris lanciò il pomo della discordia. Sono già pronto a mesi di dibattiti, di talk show, di plastici e di grafici, di condanne e di assoluzioni di piazza, di verità e di sotterfugi. In pratica di grossissime stronzate!

Detto questo, solo una cosa penso in merito e cioè che, come si suol dire, “il pesce puzza dalla testa”. E chi dovrebbe seriamente passarsi una mano sulla coscienza è chiunque abbia consentito a una persona totalmente inadeguata di guidare quella nave.