Archivio per la categoria ‘Various’

It’s gonna take a lot to take me away from youuuuuuuu

La meraviglia di questa canzone ribolle in una domenica mattina di grande fermento. Per l’ennesima volta mi sono svegliato prestissimo per le mie abitudini, oggi però senza il maledetto mal di testa e questa è già una prima vittoria! Mi ritrovavo a dover scrivere per la prima volta una sceneggiatura, e trattandosi di un corto neanche troppo impegnato, vagavo per la rete e per la mente a cercare isipirazioni quando a un certo punto… come per magia riaffiora l’indimenticabile scena di J.D. nella vasca di Elliot (per chi non lo sapesse mi riferisco a Scrubs, ma ho grande fiducia in voi), che con l‘iPod sparato a tutto volume canta Africa dei Toto!

Non c’entra una mazza con quello che sto scrivendo io oggi, ma è comunque bellissimo! Speriamo di finire con qualcosa di decente entro stasera, nel frattempo… buona domenica a tutti!

Per dovere di cronaca, allego anche la scena a cui facevo riferimento…

Annunci

Senza motivo apparente e per nulla volontariamente, mi son svegliato verso le 9 stamattina.

C’è soltanto una cosa che odio di più dello svegliarmi così presto la domenica mattina… ed è svegliarmi presto, con il mal di testa!

Potere del Ketodol, vieni a me!

Buona Domenica

La mia agenda mentale è stracolma di buoni propositi per (il) domani. Ed è ovvio che non mi riferisco ad azioni tipo “buon samaritano”, ma a ben più stupide intenzioni e decisioni che dovrebbero appagare la mia incessante frustrazione.

Non ho però grossa fantasia, non avendo bisogno di fare alcuna dieta o di tagliare i capelli, sono a corto di obiettivi validi. Tant’è vero che comincia a farsi strada l’ipotesi di pensare a qualche proposito cattivo. Ma poi mi rendo conto che quelli sono già figli dell’abitudine e allora nisba.

L’abitudine… volente o nolente, penso che ne siamo tutti schiavi. E non ce ne accorgiamo, perché è un elemento che fa parte della sfera irrazionale della nostra vita. Certe azioni, certi comportamenti, un certo tipo di discorsi ed espressioni e via discorrendo… sono tutte cose che arrivano ad appartenerci spesso senza forzature. E’ per questo che non riesco a fare a meno di leggere la targhetta dell’ascensore…

Sono abitudinario,
leggo la targhetta sopra l’ascensore:
qual e’ la capienza, quanti chili porta,
poi si apre la porta e non lo so gia’ piu’.

Sono abitudinario,
e se mi soffio il naso devo controllare:
quello che ho prodotto, quanti chili pesa
e se c’e’ del pericolo per l’ascensor.