Crepuscolaria

Pubblicato: 25 giugno 2012 in Riflessioni
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L’ultimo sole della giornata, il tramonto ormai dietro l’angolo e la calma piatta di un lunedì sera qualunque.

L’immagine coi suoi colori accesi non inganni, perché stasera la città appare spenta, come un corpo senz’anima che si trascina lento nella sua monotonia e nelle sue (cattive) abitudini, pronto a tuffarsi nell’abbraccio della notte sperando che porti in consiglio un giorno migliore.

Lo specchio del crepuscolo filtrato attraverso il parabrezza della mia auto, restituisce la fotografia esatta di questo momento: il buio nascosto, in agguato, mascherato dietro l’apparenza di una luce ipocrita.

Crepuscolari come le illusioni
svanito il giorno solo cattivi pensieri

 

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Eppure c’è una traccia scritta, forgiata indelebile, nascosta tra le sottili ombre della paura. Spinge a ricercare l’abisso pur di estrarla e dimostrarne la vanità. Una linea disegnata, che lunghissima delinea i contorni del destino, marchiato a fuoco dentro le proprie virtù e i propri vizi.

Il riscatto da pagare è elevato, il mercato oggi impone cifre esorbitanti perché oramai ogni cosa ha un prezzo.
Anche l’abitudine, la costanza, la pazienza, l’intolleranza, la rettitudine, la sapienza, la viltà ed ogni singolo vocabolo che sia un carattere distintivo della personalità.

Le emozioni non sono merce, eppure costano caro e le quotazioni sono in continuo rialzo. Io respingo esagitato la potenza della delusione, cercando di aggrapparmi all’idea dell’esperienza come una pianta che cresce su un ripido pendio di montagna.

La forza interiore, la genesi, le condizioni circostanti, la voglia di assaporare il futuro e di raggiungere un traguardo fanno di quella pianta un modello esaltante da seguire.

È così che vedo la mia storia, come una montagna da scalare. E seppure sia partito dal punto più basso, se anche dovessi scavare nella roccia a mani nude o trovarmi ancora in fondo al dirupo, darò tutto me stesso fino alla fine per raggiungere la cima!

Pubblicato: 22 giugno 2012 in Filosofia terra terra, Riflessioni
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Riapro gli occhi, sorpreso.
La luce fioca traspare sottile
Effetto suadente dei raggi del sole.

Immagine viva di un incontro inatteso,
Voluto dal tempo che non cancella
Dal cielo la luce della tua stella.

Mi scopro più mite, più umano,
Mentre echeggiano ancora i rumori,
Mentre pian piano ridesto i colori.